Più di 70.000 migranti sono tornati in Marocco dopo la crisi di Ceuta, come riferisce l’ANSA. La situazione, che ha visto migliaia di persone bloccate sulla spiaggia della città autonoma spagnola, si è risolta con l’evacuazione di tutti i profughi. I migranti, in attesa di entrare in Europa, hanno dormito sulla sabbia per diversi giorni, in condizioni di forte tensione. L’evento ha suscitato preoccupazioni internazionali e ha richiesto interventi coordinati tra le autorità locali e quelle europee.
Il presidente della città autonoma, Juan Jesús Vivas, ha descritto il fine settimana precedente come “il momento più difficile della storia di Ceuta”, durante un incontro straordinario con la commissione LIBE del Parlamento europeo. Vivas ha chiesto un maggiore supporto all’Unione europea, sottolineando l’importanza di una risposta concreta alle emergenze future. La crisi ha messo in luce le fragilità dei sistemi di gestione delle frontiere e ha acceso dibattiti su politiche migratorie più efficaci.
La questione Ceuta ha anche coinvolto il settore del calcio, con iniziative parlamentari in Spagna e Portogallo che chiedono di rivedere la candidatura del Marocco ai Mondiali 2030. La crisi ha infatti reso evidente la complessità delle relazioni tra i paesi coinvolti, mettendo in discussione l’impatto della politica migratoria sulle altre aree di cooperazione.



























