L'Unione Europea ha annunciato un divieto sull'utilizzo della sorveglianza facciale con l'intelligenza artificiale in spazi accessibili al pubblico, un provvedimento che ha suscitato reazioni in Parlamento. La norma, approvata a Bruxelles, vieta l'uso di tecnologie di riconoscimento facciale in aree aperte al pubblico, come piazze, stazioni o musei, per tutelare la privacy e i diritti fondamentali dei cittadini (ilfattoquotidiano.it).
La decisione è stata presentata come un passo importante per garantire la sicurezza digitale e limitare l'abuso di dati personali. Tuttavia, il voto sul provvedimento è stato rimandato alla Camera dei Deputati, dove si prevedono divisioni all'interno della maggioranza. Molti parlamentari hanno espresso preoccupazioni riguardo all'impatto della norma sulle attività di sicurezza e di controllo del territorio.
Al tempo stesso, organizzazioni di tutela della privacy hanno accolto con favore la decisione, sottolineando l'importanza di un regolamento chiaro e vincolante. L'UE ha ribadito che il divieto non riguarda le aree private o le operazioni di sicurezza in contesti specifici, ma si concentra esclusivamente sui luoghi accessibili a tutti.


























