L'Italia chiede all'Europa un nuovo accordo per attrarre i giovani, dopo che 300mila hanno lasciato il Paese negli ultimi dieci anni. L'economista Iannantuoni, docente all'Università di Milano, ha sottolineato l'urgenza di un piano simile a quello delle spese difensive, al di fuori del Patto di stabilità. Secondo lui, i giovani scelgono di valorizzarsi all'estero per raggiungere obiettivi personali e professionali.
La competizione con gli Stati Uniti e la Cina ha reso necessario un approccio più ambizioso, ha detto Marcegaglia, che ha sottolineato l'importanza di un'Europa unita per rimanere competitiva. L'idea è di creare un sistema europeo per supportare i talenti, con investimenti mirati e politiche di mobilità più flessibili.
L'obiettivo è di ridurre il deflusso di giovani e migliorare la capacità del mercato del lavoro italiano di attrarre e trattenere i migliori. L'Europa, però, deve trovare un equilibrio tra libertà di movimento e protezione dei diritti dei lavoratori.
L'argomento è diventato cruciale per il futuro economico dell'Unione, con un focus su politiche di sviluppo e innovazione. L'attenzione si concentra su come l'Europa possa diventare un hub per i talenti globali.






















