La polizia nepalese ha reso noto che almeno 616 persone sono morte e 2.300 sono rimaste ferite a causa delle alluvioni e delle frane nella regione di confine tra Nepal e Tibet. Dopo tre giorni dal disastro, i media cinesi hanno confermato un totale di 623 vittime, portando il bilancio a un numero più elevato. Le ricerche per trovare i dispersi continuano, con 2.500 persone ancora irreperibili, tra cui 517 stranieri, tre dei quali italiani.

Le autorità locali stanno cercando di stabilire un quadro completo delle vittime e delle perdite. Molti villaggi sono stati completamente distrutti, con infrastrutture e abitazioni danneggiate. Le condizioni climatiche estreme hanno causato un impatto devastante sulla popolazione locale.

I sopravvissuti raccontano di aver visto scene drammatiche, con famiglie completamente distrutte. Un italiano sopravvissuto ha dichiarato che la sua sopravvivenza è stata un miracolo. La comunità internazionale ha espresso solidarietà e ha iniziato a organizzare donazioni per aiutare le vittime.

La ricostruzione sarà un processo lungo e complesso, che richiederà tempo, supporto e collaborazione. L'attenzione si concentra ora sulle prime fasi di soccorso e sulle misure per prevenire futuri disastri.