La devastante ondata di alluvioni e frane che ha colpito la regione di confine tra Nepal e Tibet ha causato almeno 626 morti, secondo l'ultimo aggiornamento della polizia nepalese. Sono 3mila le persone ancora irreperibili, tra cui 517 stranieri, tra cui tre italiani. Le ricerche sono in corso, ma la situazione resta drammatica.
Le alluvioni, causate da intense piogge e il collasso di dighe, hanno sommerso interi villaggi e creato condizioni estremamente pericolose. Il fiume Trishuli, in particolare, ha avvolto interi paesi nel fango, rendendo difficile l'accesso alle zone colpite. I media cinesi avevano precedentemente segnalato sette vittime, portando il totale a 623, ma il bilancio è salito a 626.
Molte famiglie sono state completamente distrutte, con case e proprietà sottoposte a danni irreparabili. Le autorità locali stanno cercando di stabilire un contatto con i dispersi, ma le condizioni climatiche ostili complicano i tentativi di soccorso.
La comunità internazionale ha espresso solidarietà e ha iniziato a organizzare raccolte di fondi per aiutare le vittime. Tuttavia, la strada verso la ricostruzione sarà lunga e richiederà tempo, ascolto e supporto.

















