L’Austria ha iniziato a rimandare migranti in Italia a partire dal 12 giugno, trasferendo quattro persone in base al nuovo Patto dell’Unione Europea. L’azione segue le decisioni di Germania e Svizzera e si inserisce nel quadro delle nuove regole per i “dublinanti” entrati in Italia. Il ministero dell’Interno di Vienna ha annunciato la collaborazione con Danimarca, Germania, Grecia e Paesi Bassi per l’attuazione del Patto europeo sull’asilo e del Regolamento sul ritorno.
La decisione dell’Austria ha suscitato reazioni politiche, con opposizioni che hanno criticato il governo italiano. L’azione è vista come un ulteriore passo per ridurre il flusso di migranti entrati nel Paese. I trasferimenti sono avvenuti con biglietti di treno o bus, seguendo le procedure stabilite dal nuovo accordo.
L’implementazione del Patto ha suscitato dibattiti su come verrà gestita l’immigrazione nel contesto europeo. L’Austria, come altri Paesi, cerca di rispettare le norme comunitarie mentre affronta le sfide legate al flusso di richiedenti asilo. La situazione rimane in evoluzione, con ulteriori trasferimenti previsti nel corso dell’anno.





















