L'Islanda ha rifiutato di riprendere i negoziati per l'adesione all'Unione europea. Il referendum, tenutosi domenica, ha visto il "no" vincere con il 52,84% dei voti. Il risultato ha confermato la decisione del paese di non entrare nell'unione doganale né di adottare l'euro. La partecipazione al voto è stata elevata, con l'82,5% degli elettori che hanno raggiunto i seggi.
I pescatori, un gruppo chiave nella società islandese, hanno sostenuto il "no", temendo l'impatto delle normative dell'Ue sulle loro attività. Molti elettori hanno espresso preoccupazioni per la perdita di sovranità e per le conseguenze economiche. L'Islanda, già parte del mercato unico dell'Ue, ha scelto di mantenere la sua indipendenza.
Il "no" ha guadagnato terreno nel corso del voto, con un vantaggio di circa cinque punti percentuali. Restano da contare alcune schede in un distretto, ma il risultato sembra già deciso. La decisione ha rafforzato la posizione dell'Islanda come paese autonomo, nonostante le opportunità economiche offerte dall'adesione all'Ue.





















