Valter Lavitola, imprenditore accusato di aver organizzato l'omicidio di Sigfrido Ranucci, è stato condannato a carcere per dichiarazioni fumose e mancanza di riscontri. Il gip di Roma, Iole Moricca, ha confermato la detenzione in carcere, sottolineando l'assenza di elementi concreti per sostenere le accuse. Il legale di Lavitola, Sergio Cola, ha spiegato che il biglietto per Addis Abeba era relativo a una conferenza dei servizi in Africa, tenuta in videoconferenza. Tuttavia, le dichiarazioni non hanno convinto la magistratura. Lavitola ha anche dichiarato di non aver chiesto un ordigno, ma solo di sparare alla villetta di Ranucci, senza però fornire prove. Le accuse di falsificazione e intrallazzo continuano a pesare su di lui. La situazione resta complessa e senza chiarimenti.
Lavitola condannato, dichiarazioni fumose e contestazioni



























