Gli Stati Uniti hanno ripreso gli attacchi contro obiettivi iraniani nel Golfo, dopo un periodo di relativa calma. Il raid ha colpito la città di Larak, causando danni significativi. Il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, ha espresso preoccupazione per le minacce americane, sottolineando il rischio di un deterioramento della diplomazia.

Washington ha affermato che l'attacco su Larak non era un atto di aggressione, ma una difesa necessaria. Tuttavia, Teheran ha risposto con attacchi contro installazioni statunitensi in Giordania e negli Emirati Arabi Uniti. Queste azioni segnano un nuovo aumento della tensione tra i due Paesi.

La situazione si è intensificata dopo un mese di relativa calma, durante il quale gli Stati Uniti avevano privilegiato la guerra economica. Le forze americane hanno bombardato per la prima volta obiettivi iraniani nello Stretto di Hormuz, provocando una rappresaglia iraniana.

Pezeshkian ha ribadito che l'Iran non vuole la guerra, ma si riserva di rispondere alle aggressioni. La situazione rimane instabile, con il rischio di ulteriori escalation.