Gli Stati Uniti hanno lanciato attacchi contro obiettivi iraniani vicino allo Stretto di Hormuz, segnando un nuovo episodio di tensione tra i due Paesi. L’operazione, annunciata dal Comando Centrale Usa, mira al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane. L’Iran ha risposto con un raid che ha causato la morte di 11 persone, tra cui un bambino, e ferito altre otto.
La situazione ha avuto un impatto immediato sui mercati energetici. Il prezzo del petrolio a New York ha superato i 90 dollari al barile, mentre in Europa i prezzi del gas sono saliti a oltre 73 euro. Gli scontri hanno alimentato i timori di un blocco dei flussi di petrolio attraverso lo stretto di Hormuz, un punto strategico per le forniture globali.
In Italia, i rincari dei carburanti continuano, con la benzina autostradale che supera i 2,10 euro al litro. La crisi ha anche acceso dibattiti su una possibile escalation, con il presidente Usa che ha escluso l’uso dell’arma nucleare. L’Iran, da parte sua, ha minacciato di rispondere con missili.
La tensione sembra destinata a persistere, con entrambi i Paesi che non mostrano segni di de-escalation. La geopolitica del petrolio continua a influenzare le economie mondiali.



























