Valter Lavitola, accusato di aver partecipato all'attentato contro l'ex senatore Ranucci, è rimasto in carcere dopo che il gip di Roma, Iole Moricca, ha respinto la richiesta degli arresti domiciliari presentata dai suoi legali. La decisione è arrivata dopo che il magistrato ha ritenuto inverosimili e privi di riscontri i moventi avanzati dall'imputato.

Secondo l'ordinanza del gip, le dichiarazioni di Lavitola sono state descritte come fumose e generiche, senza alcun elemento concreto che possa essere verificato. I pm della Procura di Roma avevano già espresso un parere negativo sulla richiesta, sottolineando l'aggravante del metodo mafioso attribuita all'imputato.

Lavitola, detenuto nel carcere di Rebibbia da lunedì scorso, ha però espresso alcune dichiarazioni in cui ha sottolineato che non aveva chiesto un ordigno, ma solo di sparare alla villetta di Ranucci. Ha anche ammesso che non esclude che l'ex senatore avesse intuito il suo piano.