Valter Lavitola ha ammesso di essere il mandante dell’attentato ai danni del giornalista Sigfrido Ranucci, avvenuto a ottobre. Secondo quanto rivelato dal suo legale, Lavitola ha dichiarato di non aver chiesto un ordigno ma solo di sparare alla villetta di Ranucci. L’ex editore, detenuto nel carcere di Rebibbia, ha anche espresso l’ipotesi che Ranucci avesse intuito il suo piano.
La procura di Roma ha respinto la richiesta di arresti domiciliari presentata dalla difesa di Lavitola. La decisione è arrivata dopo l’interrogatorio di garanzia, durato oltre cinque ore, durante il quale Lavitola ha confessato di aver dato ordine all’attentato. Gli inquirenti stanno analizzando i dati del cellulare e del pc di Lavitola per ulteriori chiarimenti.
I pm potrebbero convocare Ranucci come persona informata sui fatti. La situazione rimane in attesa di ulteriori sviluppi.






















