La Russia ha ripreso gli attacchi a Kiev dopo tre giorni di tregua, con un'ondata di droni e missili che ha colpito la capitale ucraina. Secondo l'autorità militare ucraina, almeno due persone sono morte e sette sono rimaste ferite nel primo raid dopo la sospensione delle operazioni. L'attacco ha interessato diversi distretti della città, con edifici danneggiati e un forte rumore di esplosioni.

L'Ucraina ha riferito che la Russia ha lanciato 166 droni e decine di missili durante la notte. La situazione è diventata più critica con l'uscita degli inviati statunitensi a cui seguiva una tregua. Il presidente Zelensky ha espresso la sua preoccupazione e ha chiesto un incontro con Trump per discutere dei missili balistici.

Mosca ha minacciato ritorsioni per la decisione di Budapest di espellere 10 diplomatici russi. Il ministro degli Esteri russo Lavrov ha affermato che gli Stati Uniti riconoscono la realtà sul terreno ma escludono Kiev dalla NATO. Intanto, il presidente russo Putin ha sottolineato che non c'è alcun piano per colpire l'Europa e ha insistito sulla necessità di proseguire i colloqui.

La situazione rimane tesa con la possibilità di ulteriori attacchi. L'ex direttore dei servizi britannici ha dichiarato che non si prevede una tregua tra Mosca e Kiev fino alla primavera 2027.