La Cina ha interrotto le operazioni di soccorso in Nepal a causa del rischio di nuove alluvioni dovute a un lago artificiale formato da una frana. L’acqua, che si è iniziata a scorrere verso il confine, minaccia le aree già colpite da un disastro che ha causato centinaia di morti e migliaia di dispersi. Le operazioni di salvataggio, iniziate dopo la frana del 25 agosto, sono state messe in pausa per evitare ulteriori pericoli.

L’esercito nepalese ha salvato 350 persone intrappolate in un tunnel di una centrale idroelettrica, vicino al confine con la Cina. Tuttavia, la situazione rimane critica, con oltre 100 persone ancora bloccate nel tunnel. La sospensione dei soccorsi ha suscitato preoccupazioni, soprattutto per la popolazione locale e per i volontari impegnati nella ricerca.

Gli esperti hanno segnalato un rischio molto elevato di una nuova catastrofe, con la possibilità che il lago artificiale possa straripare. Molti sopravvissuti hanno raccontato la loro esperienza, tra cui un italiano che ha sottolineato la fortuna di essere rimasto vivo. Le operazioni di soccorso continueranno una volta che il rischio sarà mitigato.

La situazione rimane drammatica, con l’attenzione concentrata sulle aree più colpite. Le autorità locali e internazionali monitorano la situazione per valutare quando riprendere le operazioni di ricerca e soccorso.