La Cina ha sospeso le operazioni di soccorso in Tibet a causa del rischio di nuove inondazioni, dopo che un lago artificiale, formato da una colata di fango, ha iniziato a tracimare. L'evento ha colpito l'area confinante con il Nepal, dove le alluvioni hanno causato centinaia di morti e migliaia di dispersi. Secondo i dati forniti, il numero dei dispersi ammonta a 2.381.
Le autorità cinesi hanno annunciato la sospensione delle ricerche nel cuore dell'area interessata per prevenire ulteriori danni. Il lago, che si è formato a seguito di una frana, minaccia le zone già colpite, con il rischio di una seconda ondata di alluvioni. Le operazioni di soccorso sono state interrotte per garantire la sicurezza dei volontari e dei residenti.
Nel frattempo, le autorità nepalesi continuano a monitorare la situazione, cercando di stabilizzare il bacino e di evitare ulteriori danni. La situazione rimane critica, con il rischio di ulteriori perdite umane e di danni alle infrastrutture. La comunità internazionale segue con attenzione lo sviluppo degli eventi.























