La Procura di Roma ha espresso un parere negativo sulla richiesta di arresti domiciliari per Valter Lavitola, imputato per l'attentato contro il giornalista Sigfrido Ranucci. La decisione è stata annunciata dopo l'interrogatorio di garanzia, durante il quale Lavitola ha ammesso di essere il mandante dell'azione criminosa avvenuta a ottobre. L'uomo, accusato di metodo mafioso, è detenuto nel carcere di Rebibbia da lunedì scorso.
Il suo legale aveva presentato un'istanza di attenuazione della pena, basata sulla lunga detenzione e sulla possibilità di un rischio di inquinamento probatorio. Tuttavia, la Procura ha ritenuto non soddisfacenti le motivazioni avanzate. L'interrogatorio di garanzia, durato oltre cinque ore, ha rivelato l'ammissione di Lavitola, ma non ha portato a un cambio di posizione da parte delle autorità.
La situazione rimane in sospeso, con il processo che proseguirà nei prossimi mesi. La Procura ha ribadito la sua posizione, sottolineando l'importanza di mantenere Lavitola in carcere per garantire l'integrità delle indagini.






















