Lavitola, ex editore accusato di essere il mandante dell'attentato contro Sigfrido Ranucci, non otterrà i domiciliari. La procura di Roma ha espresso un parere negativo sulla richiesta avanzata dal suo legale dopo l'interrogatorio di garanzia. Durante l'interrogatorio, Lavitola ha ammesso di essere il mandante dell'azione, che ha causato danni al giornalista nel mese di ottobre.
Lavitola si trova in carcere dal lunedì scorso e il suo legale ha spiegato che la richiesta di attenuazione della pena non è stata accettata. Secondo il legale, non c'è rischio di inquinamento probatorio o pericolo per la comunità. Lavitola ha anche dichiarato di non aver chiesto un ordigno, ma solo di sparare alla villetta di Ranucci.
Il legale ha aggiunto che Lavitola non esclude l'ipotesi che Ranucci avesse intuito il piano. Tuttavia, Lavitola ha rifiutato di rispondere direttamente alla domanda su quanto sapeva Ranucci. La situazione rimane in attesa di ulteriori sviluppi legali.





















