Maggie Gyllenhaal, presidente della Giuria del Festival di Venezia, ha parlato del cinema come mezzo per sviluppare l’empatia in un mondo in emergenza. Durante un incontro con la stampa, ha sottolineato l’importanza di eventi come il Festival per far comprendere le situazioni complesse del mondo.

Il Festival, definito "più politico di sempre", ha visto una forte presenza di film che affrontano temi come guerre, dittature e violazioni dei diritti umani. Gyllenhaal ha sottolineato come il cinema, attraverso l’immedesimazione, possa aiutare a comprendere meglio le realtà esterne.

La presidente della Giuria ha espresso la sua convinzione che il cinema non solo racconta la realtà, ma anche la trasforma. L’esperienza di guardare un film, ha detto, è un momento in cui si può mettere da parte le differenze e vivere emozioni condivise.

Questo approccio ha trovato risalto in un contesto in cui il mondo vive momenti di tensione e incertezza. Il Festival di Venezia, con le sue opere, diventa così un luogo di riflessione e di connessione umana.