Onde alte fino a sei metri hanno travolto ponti e case nel nord del Nepal, al confine con il Tibet, causando 95 morti e 341 stranieri dispersi. Le immagini riprese dall’alto mostrano una valanga di acqua, fango e detriti che sommerge intere aree. L’alluvione è scaturita da una piena improvvisa del fiume Bhotekoshi, con conseguenze devastanti per le comunità locali.
Secondo le prime ricostruzioni, l’ondata è stata causata da un cedimento di uno sbarramento naturale, probabilmente legato alla fusione accelerata di neve e ghiaccio. Le autorità hanno confermato che almeno 90 italiani sono presenti nell’area, con due di loro in buone condizioni dopo essere stati coinvolti in una frana. La Farnesina sta coordinando i soccorsi per i cittadini stranieri.
Le vittime sono state registrate principalmente in aree rurali, dove le infrastrutture sono state danneggiate e le comunicazioni interrotte. Le autorità locali stanno cercando di stabilire il numero esatto delle vittime e delle famiglie colpite. L’alluvione ha messo in evidenza la fragilità delle regioni montuose di frontiera, dove le piene improvvisi possono causare disastri senza precedenti.
La situazione resta critica, con la paura di ulteriori alluvioni a causa delle condizioni climatiche estreme. Le operazioni di soccorso sono in corso, ma la vastità del territorio e le difficoltà di accesso complicano i tentativi di recupero.






















