La frana causata dal crollo di un ghiacciaio ha provocato alluvioni devastanti nel Nepal e nel Tibet, con almeno 165 morti e oltre 1.300 persone disperse. L'evento, avvenuto a fine agosto, ha colpito la regione himalayana al confine tra i due Paesi. Gli esperti indicano che il crollo del ghiacciaio ha scatenato un flusso di detriti e acqua, creando un'ondata di alluvione improvvisa.
Il lago di sbarramento naturale formato a monte del porto di Gyirong nel Tibet rappresenta un rischio di nuova piena. Gli esperti temono che i detriti trascinati dall'alluvione potrebbero formare dighe naturali, aumentando il pericolo di una seconda ondata catastrofica. Molti turisti sono rimasti coinvolti, con 517 dispersi tra loro.
Le autorità locali stanno cercando di stabilizzare la situazione, ma le condizioni restano difficili. Le immagini di una valle coperta di fango e di strade e case distrutte testimoniano la gravità del disastro. Le cause esatte del crollo del ghiacciaio sono ancora in fase di indagine, ma si sospetta un legame con i cambiamenti climatici.
La tragedia ha suscitato preoccupazioni internazionali, con chiamate a una maggiore attenzione alle zone montuose vulnerabili. Gli esperti sottolineano l'importanza di monitorare i ghiacciai e i rischi derivanti da frane e alluvioni.























