Un'ondata di fango e acqua ha colpito il nord del Nepal, al confine con il Tibet, causando la morte di almeno 165 persone e lasciando oltre 1300 dispersi. La catastrofe è avvenuta a causa del crollo di un ghiacciaio, che ha provocato una piena improvvisa del fiume Bhotekoshi. Le operazioni di ricerca e soccorso continuano nella zona, dove le condizioni sono estremamente difficili.

La situazione è ulteriormente complessa a causa delle discrepanze tra i dati forniti dal governo nepalino e quelli di Pechino. Mentre Kathmandu ha riferito il recupero di 165 corpi, il numero dei dispersi supera le 800 persone. Gli Stati Uniti hanno stanziato 500 mila dollari per aiutare le popolazioni colpite.

Le immagini riprese dall'alto mostrano una valanga di acqua, fango e detriti che ha sommerso interi villaggi. Tra le vittime, 90 italiani sono stati registrati, ma solo due erano nella zona colpita. La solidarietà internazionale si sta attivando per supportare le famiglie colpite.

Le autorità locali stanno cercando di stabilizzare la situazione, ma il rischio di ulteriori alluvioni rimane elevato a causa delle condizioni climatiche estreme. La tragedia ha suscitato preoccupazioni internazionali, con l'attenzione focalizzata sulle aree di confine tra Nepal e Tibet.