L'alluvione che ha colpito il confine tra Nepal e Cina ha causato almeno 362 morti e oltre 1.400 dispersi, secondo l'ultimo aggiornamento dell'ANSA. Le immagini diffuse dalla polizia nepalese e da utenti sui social media mostrano torrenti di acqua fangosa che hanno investito insediamenti nei distretti himalayani, danneggiando strade, ponti e infrastrutture elettriche. Le operazioni di soccorso proseguono con difficoltà, a causa del fango e delle condizioni climatiche estreme.

Gli esperti hanno sottolineato come i cambiamenti climatici stiano aumentando il rischio di disastri naturali, creando condizioni per destabilizzare roccia e ghiaccio ad alta quota. Simon Cox, scienziato del programma Mountains to Sea, ha spiegato che il riscaldamento globale potrebbe intensificare eventi come l'alluvione in questione. L'evento è stato causato da una combinazione di piogge intense e la roccia instabile, che ha portato a una valanga di ghiaccio e roccia.

Le aree colpite si estendono lungo il confine tra Nepal e Cina, dove le infrastrutture sono state gravemente danneggiate. Le ricerche per trovare le persone ancora disperse continuano, ma le condizioni di accesso restano difficili. L'evento rappresenta un ulteriore segnale dell'impatto dei cambiamenti climatici sulle regioni montuose.