Il presidente colombiano Abelardo de la Espriella ha preso possesso del suo incarico a Bogotà dopo le elezioni del 7 agosto, mentre il Paese si confronta con le conseguenze del terremoto di magnitudo 7,4 che ha colpito le regioni occidentali. L’evento ha causato 240 morti, oltre 1.000 feriti e 3.600 dispersi, diventando il sisma più forte registrato nel Paese negli ultimi cento anni.

Le operazioni di soccorso continuano senza sosta, con i soccorritori che scavano tra le macerie in cerca di sopravvissuti. Il presidente ha dichiarato lo stato di calamità e ha sottolineato che la priorità è salvare le persone. La situazione rimane drammatica, con il bilancio delle vittime in continua crescita.

La comunità si mobilita per aiutare le famiglie colpite, mentre le autorità cercano di stabilizzare la situazione. Il terremoto ha messo in evidenza le fragilità del Paese, nonostante le promesse di riforma e di pace. La strada verso la ricostruzione appare lunga e difficile.