L’Etna, il vulcano più alto d’Europa, ha ripreso l’attività eruttiva dopo un periodo di calma, causando un’ondata di cancellazioni di voli in Sicilia. Dopo sei giorni di eruzione, la cenere vulcanica ha creato condizioni di pericolo per la navigazione aerea, portando a un blocco di circa 700 voli. L’aeroporto di Catania-Fontanarossa e quello di Comiso, situati a est dell’isola, sono stati chiusi temporaneamente, con orari di chiusura che variano in base alla dispersione della cenere.

Le autorità hanno monitorato la situazione in tempo reale, limitando l’operatività degli scali per garantire la sicurezza dei passeggeri e degli equipaggi. L’eruzione ha causato un caos nei trasporti, con decine di migliaia di persone costrette a rimanere a terra. Il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha sottolineato che la responsabilità del blocco non è del vulcano, ma dello scalo aeroportuario, sottolineando l’importanza di una gestione più flessibile in caso di emergenze.

La situazione potrebbe evolvere nei prossimi giorni, a seconda dell’andamento dell’eruzione. Gli esperti continuano a seguire la situazione, mentre i viaggiatori sono invitati a monitorare le comunicazioni ufficiali per eventuali aggiornamenti.