Valter Lavitola, arrestato nell'ambito dell'inchiesta sull'attentato a Sigfrido Ranucci, ha ammesso durante l'interrogatorio di garanzia di essere il mandante dell'azione. L'interrogatorio, durato oltre cinque ore, si è svolto nel carcere romano di Rebibbia. Lavitola ha dichiarato di aver agito per il "bene" di Ranucci, affermando di voler "fare alzare i livelli di scorta". L'addebito riguarda l'attentato avvenuto nell'ottobre dello scorso anno.
L'interrogatorio è in corso da quattro ore e vede coinvolto il conduttore di Report, attualmente in stato di fermo. L'avvocato di Ranucci ha espresso preoccupazione per il rischio di linciaggio, sottolineando l'importanza di chiarire i fatti. Il presidente del Pd, Giuseppe Conte, ha chiesto maggiore trasparenza.
Il comitato etico della Rai ha convocato una riunione per valutare la situazione. L'inchiesta, che ha suscitato dibattiti politici e mediatici, continua a seguire sviluppi. La procura ha espresso l'intenzione di proseguire le indagini per chiarire i dettagli dell'episodio.


























